Vis in Praxis
Bassano del Grappa, 2011.
La città per la prima volta prospera svincolata da schieramenti di partito sotto la guida del sindaco Moretti, di una lista civica apartitica ed apolitica. Le lamentele non mancano, certo, ma l’amministrazione sta seguendo una linea di governo equilibrata e feconda, bloccando sul nascere abusi edilizi e casermoni in zone tradizionali come San Vito e favorendo un rinnovo urbano del Centro Studi.
Nonostante tutto, alla luce del giorno Bassano del Grappa è diventata quello che molti dei suoi cittadini ha sempre sognato. Ma non tutti.
Darkness Across the Mind’s Bridge
È un cupo mondo di Tenebra. Le luci del giorno faticano a cancellare le ombre della notte, che nascondono predatori e mostri più crudeli e terrificanti di quelli generati dalla mente umana in sogno. Statue e gargolle prendono connotati demoniaci mentre guardano la gioventù far festa lungo le piazze, e quelli che di giorno son solo santi di pietra si trasformano in severi e crudeli mementi della giustizia divina sulla depravazione.
Solo i centri urbani sono sicuri. Solo nelle grandi vie illuminate un uomo può girare tranquillo, con la certezza di vedere il suo assalitore prima di venir derubato, o peggio. Ma nei cunicoli sotto le strade, o nei vicoli dimenticati, nelle campagne o spersi nei boschi chiunque non sia armato di buoni fucili, spade taglienti ed una cieca ed incontrollabile sete di sangue ha i minuti contati.
Perchè questo è il Mondo di Tenebra: come il nostro, ma più cupo del nostro. I politici sono tutti corrotti senza speranza di redenzione, prostitute e papponi infestano le tangenziali, mendicanti e drogati sono agli angoli di ogni incrocio, una mano tesa per chiedere la carità e l’altra a stringere il coltello, pronti a derubare i poveri disgraziati. E soprattutto, i mostri esistono veramente.
L’unica salvezza è pregare, e sperare che lassù ci sia qualcuno disposto ad ascoltare.
Un Ponte nell’Oscurità
Due occhi scrutano Bassano del Grappa: quelli ispirati del Principe Cattedratico della Gherardesca di Padova, che sogna di riportare in auge l’utopia della convivenza reciprocamente utile di umani e cainiti, e lo sguardo severo del Principe Luc Benassi di Vicenza, il cui scopo è mantenere la tradizione, le leggi e le consuetudini di secoli e secoli di vita cainita secondo le regole della Camarilla.
È successo ciò che non accadeva da molto: come ultimo atto del proprio ufficio il Conciliatore Toreador Madame Guil ha concesso lo status di Principato a Bassano del Grappa e territori sotto richiesta di Benassi, ma senza indicare un Principe. Cainiti Padovani e Vicentini hanno subito colto l’occasione, perchè desiderosi di rimettersi in gioco o di eseguire ordini dei propri Sire, e si sono diretti in questa terra nova per la politica Cainita portando ciascuno le tradizioni ed i modi di intendere la Camarilla del proprio Principato.
La manciata di Brujah e Gangrel autoctona di Bassano, formalmente Camarillica ma senza alcun interesse nella politica se non quello di difendere i pochi SangueDebole e Caitiff che cercano riparo sotto il Ponte e tra i boschi del Grappa, si trova con una scelta imposta dall’alto e stranieri che vengono ad avanzare rivendicazioni dove loro han vissuto per decenni in relativa pace.
Tradizionalisti Vicentini, utopisti Padovani e Cainiti autoctoni: ognuno con la propria visione, ognuno col proprio sogno. Sta a loro decidere del futuro del dominio di Bassano del Grappa, ed il Principe che verrà dovrà essere in grado di esercitare il suo diritto a governare, la sua Vis in Praxis.